domenica 2 settembre 2012

Seating Arrangements (Festa di nozze)


parlando con Livia, Winn, suo padre, dice che i mali inevitabili sono la morte, le tasse e la famiglia. Un personaggio come Winn dovrebbe essere detestabile: i maggiori crucci della sua vita sono non aver avuto figli maschi e non venire ammesso a un club prestigioso; al matrimonio della figlia maggiore non fa che sbavare dietro all’amica di questa che conosce da quando era piccola; prova fastidio per la plateale disperazione con cui la figlia minore ha affrontato la fine di un fidanzamento in cui credeva e il conseguente aborto. Eppure leggendo Seating Arrangments, il libro d’esordio della ventinovenne Maggie Shipstead (tradotto in italiano da Neri Pozza con il titolo di Festa di nozze) non si puo’ non palpitare per Winn: sente che per Daphne non potrebbe esserci partito migliore di Greyson e si da’ da fare per essere ospitale con i familiari di lui, si presta a quanto richiesto dal cerimoniale, ma pur mezzo sbronzo e impasticcato, non smette di interrogarsi sulla propria vita, sul corso che ha avuto, sull’assenza di prospettive e sul desolante paesaggio umano che lo circonda. Iscrivendosi nella tradizione di libri e film americani in cui la celebrazione di un matrimonio diventa l’occasione per l’esplodere di malesseri individuali e conflitti familiari, Shipstead costruisce un devastante e ironico ritratto dell’upper class del New England.

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