lunedì 24 settembre 2012

Sofia si veste sempre di nero

i libri si scrivono per tanti motivi, Paolo Cognetti (me l'ha detto lui, nell'intervista via skype che gli ho fatto per il portale di letteratura della rai, diventando più rosso di quanto già non era) Sofia si veste sempre di nero l'ha scritto per amore di un'imprendibile Sofia conosciuta a New York. L'ultimo racconto della raccolta e' dedicato a questo incontro e mette in scena un alter ego dello scrittore. Anche gli altri racconti ruotano intorno a Sofia: e' di volta in volta una neonata prematura, una ragazzina con i genitori che litigano, una giovane ricoverata per un tentativo di suicidio, un'aspirante attrice coccolata dalle amiche, una figlia inerme di fronte alla depressione della madre, una nipote protetta dalla zia. Insieme alla storia di Sofia c'e' la storia della fine dell'Alfa Romeo, la fabbrica dove lavora come dirigente suo padre. Cognetti ama la letteratura americana e la sua narrativa che s'ispira a Ernest Hemingway e Elizabeth Strout e' animata da un sano realismo e scritta in un modo limpido che arriva dritto al lettore. Un esempio per tutti: le bellissime conversazioni tra Sofia bambina e Oscar, un coetaneo a cui sta morendo la madre di cancro in "Una storia di pirati".

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