giovedì 13 settembre 2012

Sonia: la cina a Roma

quando ho telefonato al ristorante cinese di Sonia per chiedere il permesso di fare delle riprese per un programma di rai educational ero molto titubante: immaginavo una certa difficoltà a parlare con la proprietaria e grosse remore di fronte alle telecamere. Mi ha risposto lei e dopo un secondo avevamo fissato l'appuntamento per oggi. Il ristorante e' tutto tappezzato di foto di vip e dietro la cassa ci sono una serie di post it con l'elenco delle trasmissioni a cui Sonia ha partecipato ultimamente. Si e' presentata con dieci minuti di ritardo, fresca di parrucchiere, con dei sandaletti con il tacco. Le cameriere si annodavano l'un l'altra grembiuli a fiori a cui non sembravano abituate e il cuoco sfoggiava un camice bianco appena stirato. Le ho spiegato che volevamo parlare di gelato fritto, come emblema di falso, come simbolo di una Cina fasulla ricreata per il gusto italiano. Sorridente e spigliata ha affrontato la telecamera illustrando il suo punto di vista sul gelato, poi ci ha portato in cucina, facendo da interprete simultanea al cuoco che davanti ai nostri occhi ha avvolto due cucchiai di gelato alla vaniglia in quattro fette di un italianissimo e imbustatissimo rotolo al cioccolato, per poi passare la palletta ottenuta in una pastella di acqua, farina e fecola di patate e tuffarla nell'olio bollente. Finite queste riprese ci ha fatto accomodare a un tavolo e ha mangiato con noi del gelato fritto. Subito dopo, ridendo per l'inversione dell'ordine delle portate, ha ordinato involtini primavera e ravioli (il riso cantonese no, abbiamo detto noi, gia' sazi). Ha chiesto a una cameriere di fotografarci con lei e questa si e' scatenata con il suo iphone taroccato. Intervistare Sonia si e' rivelato molto più facile e piacevole del previsto. Ora ho capito perché tutta la rai si rivolge a lei come tuttologa sulla Cina.

Nessun commento: