lunedì 17 settembre 2012

vietato ai familiari

che mi piaccia scrivere il blog e' evidente: non passa giorno che non trovi un momento della giornata per battere sui tasti del computer o dell'iphone, raccontando quello che mi passa per la testa, che sia un accadimento privato, un libro che ho letto, un film che ho visto. Descrivere per me e' molto meno importante di scrivere: non e' detto che l'emozione del momento sia seria, duratura, rilevante, e' solo che li' per li' ho voglia di esprimerla. Se scrivo che sono triste, arrabbiata, stanca puo' darsi che due minuti dopo mi sia passata e che il solo elencare i miei motivi di rincrescimento li faccia sgonfiare come un soufflé mal riuscito. Non per questo devo cancellare il post; anzi e' bene che resti a ricordarmi con quanta facilita' mi angoscio e per quali sciocchezze. Il blog pero' non e' un diario, vi accede chi vuole. E' faticoso spiegare a chi mi e' affezionato che no, non ho passato un compleanno orribile, che no, non mi sento devastata, che no, non sono circodata da mostri (da mostriciattoli, magari si'). E' difficile per un padre convivere con il blog della figlia.

Nessun commento: