domenica 7 ottobre 2012

a piazza Cavour

su Piazza Cavour si affaccia la chiesa valdese. E' uno strano edificio bianco, sembra il disegno di un bambino che abbia messo dei puntini su un foglio e poi li abbia congiunti con un righello. Non e' bella la chiesa valdese, ma sono belle le persone che la frequentano. Ieri nella contigua facoltà di teologia si festeggiava la laurea ad honorem della mia amica Gabriella. Da anni Gabriella conduce Uomini e profeti, un programma di radiotre. Parla di religioni e, come ha fatto notare Paolo Ricca nella sua animata laudatio, parla di letteratura, arte, filosofia, musica, problemi del mondo, e soprattutto lo fa con intelligenza e passione. Gabriella, emozionata piu' di una ventenne, ha tenuto una conferenza sulla difficolta' che ha l'uomo moderno ad accostarsi alla voce dei profeti. Com'e' nel suo stile, non ha offerto risposte, ma sollevato molte domande sul nostro tempo, sullo spaesamento che tutti viviamo. L'aula era piena di parenti amici ammiratori; lei si rivolgeva in particolare agli studenti di teologia (molte le ragazze), che inauguravano il loro anno accademico. Il discorso e' stato bellissimo e intorno a Gabriella c'era un grande calore.
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Stessa piazza, quattro ore dopo. Abbiamo cenato con gli architetti (stavolta e' andato tutto bene, il cucinato, la conversazione), poi papa' si e' stancato. Mi sono offerta di accompagnarlo alla sua macchina che aveva lasciato a Flaminio. Uscendo dal portone, abbiamo visto la piazza invasa di giovani. Erano tantissimi e tutti uguali: quindici-diciottenni maschi, alti e palestrati. Sulle scale del Palazzaccio inneggiavano al duce con il braccio teso. Al ritorno, percorrendo in macchina la via della facoltà valdese, sono stata bloccata da questa marea umana, che doveva essere stata cacciata dalla piazza. Un ragazzo più pietoso degli altri mi ha fatto cenno di far retromarcia, mentre gli altri gia' salivano sul cofano o si appoggiavano minacciosi alle mie portiere. Sono risalita in casa con il cuore che mi batteva forte, preoccupata per la figlia che era da qualche parte li' sotto. Me la sarei risparmiata volentieri quest'altra faccia di piazza Cavour.

1 commento:

Anonimo ha detto...

A me i ragazzi col braccio teso fanno sempre paura. Per quello che posono fare a loro stessi