venerdì 5 ottobre 2012

a pranzo da Yang

per il servizio sulla cucina cinese, l'autore aveva pensato a una casalinga che ci illustrasse cosa mangia a Roma una famiglia venuta dalla Cina. Spargendo la voce tra le varie conoscenze, invece e' emersa la candidatura di Yang, una studentessa ventottenne con la passione per la cucina. Di lei sapevo solo questo. Ci siamo date appuntamento a piazza Vittorio. Si e' presentata in jeans, scarpe da ginnastica, maglietta beige, i lunghi capelli neri sciolti. Tutta seria si e' mossa tra i banchi di pesce, carne, frutta e verdura seguita dalle telecamere. Dai venditori cinesi ha comprato zenzero, peperoncino, prezzemolo. Si e' poi caricata di patate e spinaci. E' salita in macchina con noi e ci ha diretti verso la casa in cui vive con altri quattro studenti. Ai miei tentativi di fare conversazione rispondeva a monosillabi, e per non importunarla ho deciso di non insistere. Arrivati a casa sua, abbiamo piazzato la telecamera sul cavalletto e sono partita con l'intervista. E' stato abbastanza difficoltoso farla parlare, ma qualcosa ci ha raccontato. E' in Italia da cinque anni, figlia unica, in Cina non aveva mai cucinato. Ci si e' cimentata per nostalgia del cibo della nonna e ha scoperto che stare ai fornelli le piace molto. La sua specialita' sono i ravioli di carne, ma sa fare anche gli spaghetti alla vongole e il tirarmi su'. Cucina soprattuto nel week end e si fa aiutare dai suoi coinquilini. Rinfrancata dalla fine dell'interrogatorio, si e' fatta una treccia, si e' lavata le mani e si e' messa preparare tre piatti: carne con patate e verdure, tofu al peperoncino e frittata di spinaci. Mi hanno colpito i suoi movimenti precisi e pacati: mentre io in cucina sembro un'ossessa, tagliuzzo veloce, sbatto in pentola, lei ha fatto tutto con ordine, senza fretta, scegliendo con cura la fogliolina di prezzemolo per guarnire il piatto, riducendo il tofu in quadratini tutti uguali e piu' che sciacquare gli spinaci sembrava accarezzarli. Il fonico ha capito che ci avrebbe invitato a mangiare con lei e si e' subito sottratto, dicendo che non sopportava il peperoncino. L'operatore l'ha seguito a ruota, si sono scusati e sono scesi a mangiare una pizza al taglio. Il pranzo a due e' stato piacevolissimo: era tutto molto buono e lei mi ha finalmente sorriso. Mi ha detto, non capisco bene il tuo lavoro. Non lo capisco neanche io, ma i servizi sulla Cina che non avevo voglia di fare si stanno rivelando la parte migliore di questo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ha imparato a fare il rotolo primavera?