giovedì 4 ottobre 2012

All'improvviso bussano alla porta


uno scrittore costretto a mettersi all’opera sotto la minaccia di armi: questa la situazione di partenza immaginata da Etgar Keret e i racconti che ne conseguono non possono che puntare a disturbare il lettore, a metterlo in crisi. Un giovane si ritrova nel paese delle bugie, dove incontra i suoi parenti immaginari a cui ha fatto subire terribili sventure per giustificare ritardi e assenze; un uomo pronuncia le parole “senza formaggio” in un fast food e muore accoltellato; una ragazza deve riconoscere il cadavere di suo marito che ha sposato per non partire militare e non ha piu’ visto; un venditore di polizze resta invalido a causa di un suicida e fa grandi affari; per lo piu’ ebrei i protagonisti di queste storie sperimentano l’assurdita’ di un paese come Israele, ma altrove la vita non e’ meno bizzarra. Finendo di leggere All’improvviso bussano alla porta, ho provato una sensazione strana: come se mi stesse per accadere qualcosa. Trasformare ogni scenario ordinario in uno scenario straordinario: la scrittura di Keret fa questa magia.

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