domenica 7 ottobre 2012

E' stato il figlio

un ufficio postale: chi aspetta il proprio turno si incanta a sentire le storie che un uomo alto e scavato racconta. Sono le storie nere della famiglia Ciaravolo. Padre, figlio e nonno lavorano insieme; il padre non fa che lamentarsi del figlio, troppo buono, troppo pacato, troppo privo di iniziativa: il suo modello e' il nipote già attivo in una banda mafiosa. Non e' facile entrare in un film di Cipri': all'inizio l'eccesso di grottesco frena l'immedesimazione. Una volta che c'entri pero' cominci a soffrire e più la vicenda va avanti piu' soffri. Berlusconiani ante litteram, i Ciaravolo sono ossessionati dai soldi. Quando la figlioletta molto amata viene uccisa per sbaglio, il dolore si tramuta nella brama del risarcimento statale. Prima s'indebitano, poi si rivolgono a un usuraio; quando i soldi arrivano, l'acquisto imposto dal padre e' una macchina nuova fiammante. La tragica fine e' alle porte. Poveri Ciaravolo e povera Italia, che nel loro degrado rappresentano egregiamente. Un gran bel film, girato e recitato benissimo.

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