mercoledì 31 ottobre 2012

la fine dell'umanesimo

su Repubblica Marco Lodoli racconta la frustrazione di insegnanti di italiano, storia, filosofia, arte di fronte all'indifferenza che la maggior parte dei ragazzi prova per le loro materie. Proprio oggi, il figlio, reduce da una versione in classe di latino che non e' stato capace di completare, mi ha detto, cosa c'e' di più inutile del latino? Fa fatica a cercare le parole sul dizionario (e' per lui uno strumento nuovo e diabolico), non gioca d'anticipo provando a ricostruire il senso di quello che legge prima di tradurlo e non capisce che senso abbia decifrare testi oscuri. Anche i miei compagni di liceo (ed eravamo al classico) odiavano il latino e cercavano di copiare, ma davano per scontato che bisognasse affrontarlo. Nel tempo libero i miei compagni giocavano a ping pong e guardavano (poco) la tv. Lui invece sogna una scuola fatta solo di matematica, fisica, disegno tecnico; nel tempo libero passa dal computer al grande schermo. La mia idea e' che questa nuova generazione abbia un vocabolario limitato e che a questo vocabolario limitato corrisponda una visione limitata del mondo. L'umanesimo finisce quando si restringe il numero delle parole.

1 commento:

azzurropillin ha detto...

per dirla con wittgenstein "I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo"