martedì 6 novembre 2012

i ragazzi del web

hanno tutti intorno ai trenta anni. C'è chi vive ancora in famiglia, chi divide una stanza con altri precari. Sono quasi tutti laureati, hanno dovuto tutti aprire partita iva e guadagnano circa ottocento euro al mese. A dicembre scade loro il contratto, non hanno idea se verrà rinnovato. Sono la decina di "ragazzi" del web: sono stati chiamati a metter su vari portali tematici, uno si occupa del server, un altro di registrare le interviste, uno va in giro con la telecamera, una diffonde notizie sui social network. Se la Rai deciderà di chiudere i portali, di usare risorse interne, il gruppo si disperderà. Non hanno diritti. Dopo anni e anni di cause, ora l'azienda si tutela con la formula della partita iva: tutti liberi professionisti, da cacciare in qualunque momento, da non far crescere, se non aumentandogli la mole di lavoro. Per esterni così, privi di raccomandazione, la rai è un girone infernale. Gubitosi, Tarantola: esistono anche i lavoratori del web, non costringeteli a restare ragazzi per sempre.      

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