domenica 25 novembre 2012

Il sospetto


“Io ai bambini ci credo, i bambini dicono sempre la verità” ad esprimersi così e’ la direttrice dell’asilo frequentato dalla piccola Klara. Capelli biondi, occhi azzurri, nasino all’insu', visino angelico, Klara, che si era sentita respingere dal maestro Lucas a cui aveva regalato un cuore, le ha detto che lui era  cattivo, che aveva il pisello all’insu’ (suo fratello per gioco giorni prima le aveva mostrato foto pornografiche). Per Lucas e’ finita: il suo migliore amico che e’ il padre di Klara, rifiuta di parlargli, e la comunita’ in cui e’ cresciuto di colpo lo tratta come un pericoloso maniaco, nonostante la polizia non abbia convalidato il suo fermo. Siamo in un piccolo paese della Danimarca in cui gli uomini a sedici anni cominciano a sparare ai cervi, bevono fino a stordirsi e fanno il bagno nudi nei laghi a novembre. Lucas, che si era adattato con slancio al ruolo d’insegnante di asilo dopo aver perso il posto per la chiusura della scuola in cui lavorava, e’ tramortito, non puo’ credere alla facilita' con cui tutti aderiscono all’accusa infamante. Mentre Klara ripete inascoltata, ho detto una cosa stupida, Lucas non ha fatto niente, al fianco del “mostro” si schiera solo suo figlio. I registi del Nord sono maestri nel raccontare la crudelta’ che si annida nei piccoli centri, in quei graziosi paesi abituati a festeggiare il Natale con mille decorazioni, cene e balli in famiglia. Mads Mikkelsen dona a Lucas uno sguardo che trapassa lo spettatore: la sua innocenza contro la voglia degli altri di trovare il colpevole di ogni male e dargli addosso con brutalita’. Il sospetto non stupisce, tutto va come deve andare, ma scuote con forza: e’ un bellissimo film.

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