domenica 18 novembre 2012

La sposa promessa



una comunita’ chiusa in cui gli uomini banchettano, bevono, cantano, ballano, mentre le donne li osservano dalla cucina o dal salotto: La sposa promessa e’ ambientato tra gli ebrei ortodossi, si svolge tutto in interni, e in pochi irriconoscibili esterni. Le ragazze non vedono l’ora di trovare marito e indossare il turbante che connota lo status di maritate. Sembra un contesto di massima costrizione, eppure la regista Rama Burshtein si sofferma sui turbamenti amorosi della diciottenne Shira e lo fa in modo intenso e coinvolgente. Shira sta per sposarsi, ma la sorella maggiore muore dando alla luce un bambino. Per non perdere il nipote, la madre di Shira ha l’idea di combinare il matrimonio tra la seconda figlia e il genero Yochai. All’inizio Shira non vuole, soffre all’idea di prendere il posto della sorella, di essere una seconda scelta. Yochai pero’ e’ piu’ bello e sincero degli altri giovani della comunita’. I due si parlano appena, scoprono di piacersi; sorgono dei malintesi, tutto sta naufragando, finche’ Shira non prende in mano il suo destino e dichiara al rabbino di volere il cognato. Di la’ da riti religiosi e usanze arcaiche, la storia di Shira e’ quella di una ragazza che trova l’amore e non se lo lascia sfuggire. Inusuale e a suo modo potente.

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