lunedì 26 novembre 2012

L'ibisco viola


avendo amato moltissimo Metà di un sole giallo, sono corsa a comprarmi L’ibisco viola l’altro romanzo pubblicato in italiano di Chimamanda Ngozi Adichie. Anche stavolta sono subita entrata in sintonia con i personaggi: il dramma della quindicenne Kambili, paralizzata dall’amore-odio per il padre, che pretende di controllare ogni suo pensiero oltre che ogni minuto del suo tempo, l’ho sentito su di me, così come la sua scoperta di un altro modo di vivere attraverso la zia e i cugini. Il padre di Kambili, nigeriano ricco convertitosi a un cattolicesimo integralista, uomo dal doppio volto, in pubblico grande benefattore e coraggioso oppositore del regime, torturatore di moglie e figli in privato, è una di quelle figure letterarie che non si dimenticano. In una delle scene più forti del libro Kambili deve entrare nella vasca da bagno e aspettare che il padre le versi sui piedi dell’acqua bollente per punirla. Ottenuto il permesso di passare qualche giorno a casa di zia Ifeoma, lei e suo fratello Jaja entrano in un’altra dimensione: niente agi, molte ristrettezze, ma in compenso affetto, risate, discussioni, la liberta’ di essere come si vuole e di farsi ascoltare. Piu’ cupo di Meta’ di un sole giallo, anche se qui non c’e’ la guerra a devastare le vite, L’ibisco viola e’ un’appassionante romanzo di formazione. Mi piacerebbe che lo leggesse mia figlia.

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