sabato 10 novembre 2012

Meta' di un sole giallo


presa da altri impegni non mi sono potuta dedicare a tempo pieno alla lettura di Metà di un sole giallo, ma portandomi dietro questo libro per due settimane i suoi personaggi non hanno smesso di occupare i miei pensieri, mi sembrava di conoscerli da sempre ed ero in ansia per loro. Chimamanda Ngozi Adichie racconta la guerra che alla fine degli anni settanta oppone il minuscolo Biafra alla Nigeria, ma soprattutto racconta la storia di Ugwu, di Olanna, di Kainene,  di Richard, di Odenigbo. L’inizio e’ splendido: Ugwu e’ poco piu’ di un ragazzino, entra in casa del professore Odenigbo come servo. Viene dalla campagna sperduta, non ha mai visto l’acqua corrente, un frigorifero, una casa piena di libri, un uomo ricco che lo tratta come un suo pari. La scrittrice descrive passo passo la meraviglia del ragazzo, ci fa sentire l’odore del pollo di cui si riempie le tasche pensando ai familiari a cui vuole portare il cibo quando tornera’ a trovarli. Odenigbo lo conosciamo attraverso gli occhi adoranti di Ugwo, che si sente un privilegiato perche’ puo’ stargli accanto, spiare le sue serate con amici, ascoltarne gli appassionati discorsi di politica. Poi arriva Olanna, la sua donna, e anche di lei Ugwo e’ entusiasta: e’ bellissima, colta e gentile; l’unico problema e’ la madre del professore che la odia e farebbe qualunque cosa per ferirla e allontanarla dal figlio. Olanna ha una sorella gemella Keinene, che e’ molto diversa da lei e con cui ha un rapporto difficile; in un momento di debolezza arrivera’ a passare la notte con il fidanzato di lei, Richard, facendole un terribile torto. Quelle che Chimamanda descrive sono vicende che potrebbero capitare in ogni parte del mondo; poi irrompono le stragi, la guerra etnica dilaga, essere igbo e non hausa espone a una morte istantanea. In questa narrazione non c’e’ nessun indugio nel particolare cruento, la vita dei personaggi continua durante il conflitto e ognuno cambia a modo suo di fronte alla violenza, alla fame, alla paura, all’angoscia: ci sono momenti di grandezza e di vilta’, allontanamenti impensabili e riavvicinamenti isperati. Meta’ di un sole giallo e’ un bellissimo libro senza neppure una nota stonata. 

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