venerdì 2 novembre 2012

mezza giornata

in lotta con un raffreddore incipiente: io cerco di negarlo e far finta di niente, mi alzo, mi lavo i capelli, vado al lavoro; lui mi stronca, non riesco a fare le scale, tossisco, ho mal di gola, le ossa rotte, mi becco la finestra aperta di Jane così di cattivo umore da non accorgersi che mi costringe a stare seduta con addosso la giacca. Leggo al computer Peppe Fiore, prossimo intervistando. Nessuno e' indispensabile mi trasporta in un'atmosfera bieca di ufficio, tra ordinarie volgarita', machismo, promozioni impossibili. I cadenzati suicidi degli impiegati contribuiscono a rendere surreale il contesto, poi c'e' il sesso su internet, c'e' l'ex drogato che sogna di arricchirsi con le vitamine... Per le misteriose regole della vita aziendale, oggi in rai si fa mezza giornata. Nessuno ci ha avvertito, se non me l'avesse detto Francesco io e Jane avremmo passato otto ore barricata ognuna dietro al suo schermo. Esco volando per il sollievo, guido pianissimo (per posta ho ricevuto l'avviso, l'ennesimo semaforo rosso, sei punti in meno, chissa'se sulla patente me ne resta qualcuno). Il resto del libro lo leggo distesa sul letto di casa. Mica ho capito il perché dei suicidi: intontita dal raffreddore, o intontita e basta? Potrei chiederlo all'autore.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bel libro quello di Peppe Fiore, ragazzo di talento. Anche il precedente romanzo non era male.