mercoledì 26 dicembre 2012

da Città del Capo al Capo di Buona Speranza

la nostra prima tappa è stata Sandy Beach, a sud di Cape Town. Lungo la strada in salita ciclisti e gente impegnata in un faticosissimo jogging. Abbiamo lasciato la macchina tra ville tutte vetrate e ci siamo inoltrati per un sentiero di cespugli profumati. La spiaggia bianca era di una bellezza da mozzare il fiato. L'acqua gelata non scoraggiava i turisti color aragosta (alcuni in costume, altri senza) da brevi tuffi nelle onde; noi non siamo riusciti a bagnarci che i piedi. Dopo esserci arrostiti per qualche ora, abbiamo ripreso il nostro tour della penisola, diretti a Boulders, una baia popolata di pinguini. Ce ne sono più di duemila e dalla stradina dietro agli scogli si arriva quasi a toccarli. Sosta al ristorante Black Marlin, dove si mangia un magnifico pesce (il figlio se l'è vista bene con i baby calamari e gli spiedini di pesce avvolti nel bacon), poi di nuovo in macchina per il Capo di Buona Speranza. Si accede a un parco: la vegetazione si fa rada per la forza del vento, si sale fino a una funicolare. Dalla terrazza panoramica si continua a piedi fin quasi al faro. È il punto in cui l'Oceano Atlantico s'incontra con quello Indiano: la vista del mare che sbatte contro gli scogli è strepitosa; anche i figli, di solito pigri, si sono rianimati di fronte a questo spettacolo naturale. Ora siamo bloccati nel traffico del rientro come i milanesi dopo una gita in Liguria; era un giorno di festa e sembra che tutti i sudafricani abbiano condiviso il nostro giro. Dietro di noi un pick up strapieno di gente con una musica così sparata da far rimbombare anche i nostri sedili. È già buio, arriveremo mai a Cape Town?

1 commento:

Anonimo ha detto...

Anche dall'altra parte del mondo non perde il suo ottimismo. Direi un buon segno