venerdì 28 dicembre 2012

La via delle donne

sul rapporto padrona-serva sono stati scritti tanti libri. In La via delle donne la reciproca dipendenza tra Milla e Agaat e' portata all'estremo: incontriamo Milla settantenne sul letto di morte con Agaat che provvede ai suoi bisogni e interpreta a perfezione e con leggero sadismo ogni suo battito di ciglia, ma nel corso del romanzo scopriamo che Agaat a sua volta e' stata curata da Milla dopo le sevizie subite dai suoi familiari nei primi anni di vita. Siamo nel Sud Africa dell'apartheid: Milla e' proprietaria di una grande fattoria e si scontra con il marito Jak, che non condivide la sua passione per l'agricoltura, ne' quelle per la musica e la letteratura. Non riuscendo ad avere figli, Milla si dedica anima e corpo alla bambina nera Agaat, trattata da tutti come un rifiuto umano per via del suo braccio deforme; le insegna quello che sa e fa finta di non accorgersi dello scandalo che suscita in giro. Quando pero' inaspettatamente la donna resta incinta, Agaat passa dal ruolo di figlia adottiva a quello di tata e di serva efficiente. Jakkie, il figlio di Milla e Jak, cresce all'ombra di un triangolo maledetto, conteso tra la giovane che lo alleva adorante, il padre che lo vorrebbe sempre immerso in imprese virili e la madre depressa. Appena può fugge lontano. Il romanzo di Marlene Van Niekerk descrive personaggi deprivati dall'amore a cui aspirano e inchiodati al loro destino; della Storia parla pochissimo eppure tutti i conflitti del moderno Sud Africa lo percorrono come sotterrane correnti. Impegnativo per la struttura concentrica e per i continui scarti temporali e stilistici (dalla narrazione si passa ai diari di Milla e al vaneggiare della moribonda), La via delle donne e' terribile e molto molto bello.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E come sempre manca l'editore

volevoesserejomarch ha detto...

traduzione di Laura Prandino, edizioni Neri Pozza