domenica 30 dicembre 2012

sul White River

un'ora di macchina e due aerei ci hanno portato all'ingresso del parco Kruger, che domani attraverseremo per raggiungere lo sperduto lodge dove passeremo il capodanno. Stasera siamo in un'oasi di golfisti in mezzo alla foresta: un trionfo di verdi, da quello chiaro del prato a quelli scurissimi dei fitti alberi sui bordi del fiume. Nel ristorante con annesse gran belle stanze il marito ha mangiato insieme aii figli carpaccio di coccodrillo e carne di struzzo; io cibo meno esotico ma altrettanto gustoso. La proprietaria è austriaca e uno strudel così non si trova neppure a Vienna. Sull'aereo per Johannesburg stamattina c'era un giovane padre con una bellissima bimba di pochi mesi. La portava con sé come un bambolotto, il pannolino e una canottiera addosso, non un ciuccio o un giochino; da mordere le dava il suo cellulare, lasciava che toccasse tutto in aereo e si mettesse poi le dita in bocca. Affettuoso a modo suo con lei che non faceva un capriccio ma solo sorrisi; scostante con chiunque altro: chi era quel padre, da chi stava andando con la bambina, dov'era la madre? Quando mi vede imbambolata a fissare la gente, mia figlia dice, ecco mamma che si fa un film. Di quella bambina mi sarebbe piaciuto molto sapere la storia.

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