lunedì 14 gennaio 2013

attacco a sorpresa

che la figlia non stia vivendo un gran momento ce ne siamo accorti da un po': e' tornata ad essere aggressiva e polemica come quando aveva quattordici anni, sembra stufa di tutto, cerca pretesti per litigare. Non mi aspettavo pero' il lucido attacco che mi ha mosso ieri sera. Non so come sia cominciata la nostra discussione, so che rapidamente e' degenerata in un suo pianto disperato intercalato dalla frase, fatti due domande. E molto più di due sono state le domande che mi si sono affacciate alla mente nel pieno della notte, quando mi sono svegliata da un breve sonno in preda all'agitazione. Mi ha detto che sono diciassette anni che la critico, che non sono mai contenta di lei, che la vorrei tutta diversa. Si e' lamentata della scarsa fiducia che abbiamo nei suoi confronti e del fatto che le tarpiamo le ali, contrastandola in tutto. Io cercavo di difendere le nostre mosse come genitori, elencandole le volte in cui le siamo venuti incontro e spiegandole il nostro desiderio che lei non si accontenti del minimo, che si impegni un po' di più in quello che fa. Lei ha rinfacciato al padre di essere sempre al lavoro e poco presente anche quando e' in casa e a me di massacrarla solo perché non e' come me. Le ho detto che le famiglie perfette non esistono e che, pur con i nostri errori, cerchiamo di fare del nostro meglio con loro. Ha urlato che noi non vediamo l'ora che esca di casa e che tolga il disturbo; ha accennato a suoi problemi che non si sente di dirmi. Quando e' suonata la sveglia avevo gia' gli occhi sbarrati da ore. Stasera quando sono tornata dal lavoro, mi ha rivolto un mezzo sorriso, ha detto, non pensare che sia tutto passato. E' uscita con un'amica, dopo essersi lamentata dell'insalata rio mare mangiata a pranzo (il frigo era pieno di avanzi del pranzo di ieri, ma la fatica di scaldarseli non la fa). Ci sono ricascata, l'ho giudicata. Come si fa a fare la madre senza dire fai questo fai quello, perché non hai fatto così? Mi sa che e' un compito superiore alle mie forze.

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