domenica 20 gennaio 2013

Django Unchained


Quentin Tarantino continua la sua riscrittura della Storia dalla parte delle vittime: se in Bastardi senza gloria a far fuori un bel po’ di nazisti erano ebrei coraggiosi e intelligenti, in Django Unchained un nero dalla mira stratosferica, accompagnato da un tedesco che detesta lo schiavismo, riesce a sterminare un impressionante numero di crudeli razzisti nell’America pre guerra civile. Il film dura due ore e quaranta, ma lo spettatore quasi non se ne accorge, tutto preso dai dialoghi scoppiettanti, dalla bella fotografia, dall’azzeccatissima musica e dagli ammazzamenti spettacolari. Bud Spencer e Terence Hill, tra i modelli di questo western sui generis, combattevano a suon di pugni; gli eroi di Tarantino spaccano cuori, gambe e testicoli con le pistole, ottenendo un analogo effetto liberatorio. Tra le tante scene divertenti, la polemica dei membri del Ku Kux Klan sui cappucci bianchi mal fatti: piu’ che con le armi il nemico si distrugge coprendolo di ridicolo. In lingua originale si apprezza l’inglese forbito del dottor Schultz, un meraviglioso Christoph Waltz.

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