mercoledì 30 gennaio 2013

Esche vive


tre personaggi più uno, il paesaggio: di questo si compone Esche vive, il secondo romanzo del toscano Fabio Genovesi, ora uscito negli Oscar Mondadori. In attesa di intervistare l’autore via skype, qualche riflessione a caldo sul libro. Dicevo il paesaggio: Muglione, immaginario paese in provincia di Pisa, il suo odore di fosso marcio, i suoi campi piatti, i capannoni dismessi, i vecchietti al bar; tutto descritto così da vicino che ti sembra di esserci stata e di voler già andare via. I protagonisti: Fiorenzo diciottenne che ha perso una mano sparando un fuoco d’artificio e poi ha perso la madre che e’ svenuta in fila e non si e’ più rialzata; Tiziana che ha trent’anni, dovrebbe essere all’estero, ma e’ tornata con il sogno di essere utile li' dov’e’ nata; Mirko, bambino molisano che e’ un asso del ciclismo e soffre di solitudine. Tra Fiorenzo e Tiziana, separati da piu' di dieci anni e da ambizioni diverse, nasce un rapporto traballante e sincero; Mirko passa dal ruolo di usurpatore dell’affetto paterno (e’ il padre di Fiorenzo che l’ha scoperto in Molise e se l’e’ portato a casa per allenarlo) a quello di quasi fratello. Genovesi racconta le fatiche di ragazzi di oggi e in particolare le fatiche della provincia; costruisce un romanzo di formazione originale che diverte appassiona e convince.

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