mercoledì 30 gennaio 2013

Tutta la musica del cuore

Laura Ippoliti, la sceneggiatrice di questa serie in sei puntate che andrà in onda a partire da domenica, in un conservatorio a Foggia ci ha insegnato sul serio. E' l'idea di raccontare la vita di giovani aspiranti musicisti e i loro scontri con un sistema corrotto e' bella, ma come al solito la fiction, destinata a Rai Uno, subisce l'effetto don matteo: tutto si stempera in una girandola di sorrisi, i buoni trionfano sui cattivi e ogni cosa e' spiegata allo spettatore come se fosse mezzo deficiente. Resta la bellezza di Monopoli, la cittadina in cui si svolge l'azione e restano i momenti musicali, migliori degli enfatici dialoghi.
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Il mio primo intervistato e' Johannes Brandrup, un attore tedesco che lavora spesso in Italia. Mentre ce l'ho davanti e siamo impegnati in una conversazione in inglese, d'improvviso capisco chi mi ricorda: e' il fidanzato storico di mia sorella maggiore, Stefano Cacciapaglia (o almeno e' molto simile a com'era lui da ragazzo, non credo che conservi ancora la chioma scomposta che e' uno dei motivi di fascino di quest'attore). Di Stefano Cacciapaglia, o di quello che mi ricordo di lui, Brandrup ha anche la sottile ironia: alla mia domanda sulla differenza tra le serie tedesche e quelle italiane, risponde che in Italia e' una pacchia, si lavora solo sette ore, mentre in Germania prima di dodici ore non si puo' lasciare un set.
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Al mio microfono Luca Barbareschi si lamenta che la Rai lo sta abbandonando, che dopo il film su Olivetti sara' costretto a chiudere bottega. In conferenza stampa e' più diplomatico, accenna a progetti ancora da definire e si profonde in lodi della nuova direttrice di Rai fiction seduta al suo fianco. Una sparata delle sue pero' la deve fare e sceglie come obiettivo polemico gli spazzini di Roma, che invece di pulire le strade parlano tra loro o al telefono. Racconta di essere andato a chiedergli perché non pulivano e di aver ricevuto la risposta, e' un lavoro di merda. Tutto cio' per dire che in Italia manca il senso civico, mentre a Londra non solo i musicisti fanno bene i musicisti, ma anche gli spazzini fanno bene gli spazzini. L'operatore mi sussurra all'orecchio: e i deputati? Nessuno chiede a Barbareschi dov'e' il suo senso civico quando si fa eleggere e in parlamento non mette piede?

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