martedì 1 gennaio 2013

vivere nella riserva

la proprietaria di questo lodge lontano da tutto è una giovane di Berna che si è innamorata di un norvegese. Insieme hanno fatto la scelta di vivere all'interno della più grande riserva naturale del Sudafrica con babbuini, antilopi, ghepardi, elefanti, leoni, termiti e cinghiali come vicini di casa. È una persona vivace e piena di curiosità; ieri sera a cena ci ha raccontato che della vita cittadina le manca soprattutto il cinema, ma che fa volentieri a meno della televisione. Il tempo qui è scandito dalle due escursioni giornaliere tra gli animali, una alle cinque e mezza di mattina, l'altra alle quattro di pomeriggio, quando il sole picchia un po' meno. Si mangia a orari strani: alle cinque un caffè, alle nove una colazione abbondante, alle tre il pranzo e alle nove la cena. Nella pausa tra una gita in jeep e l'altra, mentre erbivori e bestie feroci riposano all'ombra, gli ospiti del lodge possono fare il bagno nella piscina di roccia, leggere un libro o dormire. È tutto così lontano da qui: non sono tanto i cinquanta chilometri di strada sterrata a separare questo posto dal resto del mondo, ma la sua strana atmosfera, il concerto inconsueto di rane, uccelli, grilli che ne costituisce la colonna sonora, la capacità richiesta a chi ci lavora di convivere pacificamente non con colleghi o capi bizzosi ma con grossi felini con umori difficili da decifrare. Non mi meraviglia che Peter, il nostro ranger, che somiglia a mio cugino Andrea, si sia lasciato alle spalle la laurea in scienze politiche a Johannesburg e il dottorato a Londra per aggirarsi due volte al giorno nel bush, armato solo di binocolo e macchina fotografica.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma stare in una riserva, per quanto grande, non e' il contrario della vita?