lunedì 25 febbraio 2013

Anna Karenina


in un teatro fantastico che ospita un treno ghiacciato, una sala da ballo, e poi soffocanti salotti, stanze da letto, campi e prati fioriti si svolgono in parallelo due storie: quella dell’infausta passione tra Anna e Vronskji, la giovane sposa fedifraga e il bell’ufficiale, e quella dell’amore felice di Levin e di Kitty, il possidente agricolo e la fanciulla che accetta con lui una vita lontano da tutto. Al ritmo di una danza vorticosa Anna si perde tra le braccia di Vronskji. Nel film di Joe Wright l’eroe e' Karenin, il marito tradito (non a caso interpretato da Jude Law, fascinoso anche barbuto e pelato), che continua ad amare la sua donna e vuole solo riaverla. Anna invece vuole il suo amante e lo vuole alla luce del sole. Si sa come va a finire. Le curatissime scenografie, i continui cambi di scena, i costumi abbaglianti, gli astanti che si tramutano in statue non tolgono drammaticità al turbinoso percorso di Anna, che arriva ad odiarsi. Non si piange come leggendo il romanzo, ma attraverso immagini dialoghi e musica in parte rivive la suggestione del testo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

i vronskij di questo mondo hanno sempre un perché