venerdì 8 febbraio 2013

Diario d'inverno


“Hai sessantaquattro anni. Fuori l’aria e’ grigia, quasi bianca, il sole non si vede. Ti domandi: quante mattine restano? Una porta si e’ chiusa. Un’altra si e’ aperta. Sei entrato nell’inverno della tua vita”. Così si chiude Diario d’inverno, l’ultimo libro di Paul Auster, un racconto di se' a partire dal corpo, dalle sue cicatrici, i suoi acciacchi, i suoi piaceri più intimi, i suoi crolli improvvisi. Un bellissimo autoritratto, ironico e sincero, che sovrappone immagini di passato e presente, partendo sempre dal dato concreto, tutte le case abitate, tutti gli incidenti subiti; che celebra il mistero di ogni esistenza (apparentemente destinato ad amori infelici, Auster finisce per sposare una donna che lo incanta ogni giorno, e non c’e’ traccia di leziosità nelle pagine in cui esprime la sua passione coniugale). Nella scrittura di Auster sembra circolare linfa vitale, senti scorrere il tempo; fotografa come meglio non si potrebbe lo stare sospeso tra una vita piena e felice e la paura di quello che puo' seguirla, la morte improvvisa, una lunga malattia, l'inasprimento dovuto alla vecchiaia… Da leggere e da rileggere.

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