giovedì 28 febbraio 2013

la paura, un anno dopo

a movimentare il mio sonnacchioso pomeriggio in Dear ci pensa la figlia. Mi chiama alle tre con voce rotta dal pianto. Ho fatto un incidente, non e’ colpa mia, non so com’e’ successo. Mi accerto subito che non si sia fatta niente. Dice di aver tamponato sul Lungotevere, ma senza aver provocato danni, se non alla sua macchinetta. Sollevata, le dico di parcheggiare e andare a casa. Non posso, non credo di poterla riaccendere e sono in doppia fila, il telefono e’ scarico, tra poco si spegne. Mi lascia piena d’inquietudine; provo a immergermi di nuovo nelle mie letture. Richiama dal telefono del meccanico che e’ riuscita a raggiungere. Devo portare la macchinetta da un carrozziere, c’e’ un pezzo che si e’ incastrato, vieni, cosi’ mi riporti a casa. Mollo tutto e la raggiungo. Il carrozziere da’ un colpo al cofano e lo rimette a posto, non c’e’ bisogno di altro; certo l’aspetto della vettura non e’ dei migliori, ma con una guidatrice cosi’ e’ inutile riparare ogni danno. Sono immensamente contenta che tutto si sia risolto. Esattamente un anno fa stava per spiaccicarsi sulla circonvallazione. Facciamo progressi.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Non ironica, ma comprensiva