giovedì 14 marzo 2013

Aldo Busi a Libri Come

puntualissimo alle nove Aldo Busi entra in scena nella sala Petrassi dell'Auditorium leggendo un passo dal suo ultimo libro. Come leggo io, non legge nessuno. E' solo il primo dei complimenti che si fa nel corso della scoppiettante serata che conduce da se' (gli altri sono: come scrivo io, in Italia non scrive nessuno; nel mio libro il vocabolario e' vastissimo, non come nei libri degli altri; e vorrei essere voi per avere il piacere di scoprire e di leggere i miei libri). Ma il suo eloquio si distingue soprattutto per gli obiettivi polemici: gli elettori italiani (persino peggiori di quelli che eleggono); le donne del Pdl; quelli che mettono al mondo figli in generale (siamo troppi nel pianeta); i gay ricchi che mettono al mondo figli utilizzando l'utero di donne squilibrate; le donne che vogliono a tutti i costi figli (sintomo di grave squilibrio); le donne che fanno sesso tra loro (ma che divertimento c'e'?); la folla a piazza San Pietro (perché non c'e' caduto un meteorite sopra?); il papa vecchio che a Castel Gandolfo e' risorto (altro che stanco, voleva godersi la vita); quelli che non rispettano le regole (in Italia tutti); quelli che disprezzano gli altri paesi (andate in Svizzera, resterete estasiati da come funziona): quelli che leggono i libri che vincono i premi (ma non sapete scegliervi da soli cosa vale?); quelli che per emergere fanno cordata, gruppo, massoneria; quelli che invece di riempire la sala in cui c'e' Aldo Busi rincorrono il divo televisivo, il giornalista, il saggista del momento. Mi ha ricordato un altro grandissimo dalla lingua tagliente, Paolo Poli. E Busi a Libri Come, ci ha tenuto a dirlo, e' venuto gratis, trasgredendo a una delle sue regole fondamentali, il lavoro culturale si paga.

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