domenica 24 marzo 2013

Gli amanti passeggeri


non ci resta che il sesso, sembra dire Almodovar negli Amanti passaggeri, ma non il sesso allegro sfrenato e sorprendente dei suoi primi film, un sesso tristanzuolo e anestetizzante come l’alcol e la droga, un sesso che ci aiuti a scordarci per un po’ che siamo su un aereo che gira su se stesso, non va da nessuna parte e non si sa se atterrerà mai. Metafora della situazione spagnola odierna (e italiana e europea), il film presenta una classe economica addormentata artificialmente e una business popolata da una prostituta d’alto bordo, un killer, un intrallazzatore in fuga, una coppia di sposini drogati, una sensitiva al servizio dei narcos. I piloti si distraggono dall’emergenza interrogandosi sulla bisessualità, gli steward donano al film l’unico momento felice inscenando nei corridoi dell’aereo un musical tutto ammicchi e sculettate. Se diventa deprimente pure Almodovar…

1 commento:

Anonimo ha detto...

beh... le pare poco? sesso in allegria? a me è piaciuto. quasi quasi oggi propongo di rifare qualche scena in ufficio