giovedì 14 marzo 2013

K2, La montagna degli italiani

alla Casa del Cinema oggi si respirava un'aria strana, un po' euforica, molto virile: sembrava di stare dentro uno di quegli spot dell'amaro in cui un gruppo di amici fa un'impresa e poi festeggia felice. Gli attori che hanno partecipato alla fiction un'impresa l'hanno compiuta: hanno recitato sulle montagne di Innsbruck con la neve fino al collo, una grande pendenza e attrezzature e vestiti degli anni cinquanta. La miniserie che va in onda lunedì e martedì poteva essere molto bella perché belli, credibili e preparati sono i suoi interpreti, da Giuseppe Cederna che è Ardito Desio, al mio amato Marco Bocci (Walter Bonatti), a Michele Alhaique, a Massimo Poggio a Giorgio Lupano. Però va in onda su Raiuno e chi scrive per Raiuno, come mi è capitato di notare più volte, a prescindere dalla forza della storia (qui la conquista della seconda montagna più alta della terra da parte di scalatori italiani nel 1954) spiega, dichiara, ribadisce, sottolinea, presupponendo un pubblico anziano e poco perspicace. Basta guardare le scene iniziali in cui si presentano i personaggi: non si lascia nulla all'immaginazione, eccoli lì i nostri eroi, ognuno con le caratteristiche che vedremo nel corso delle due puntate, lo spaccone, il timido, l'innamorato, l'ambizioso... K2 piacerà, perché non si discosta dagli stereotipi che la nostra tv ogni volta generosamente elargisce.

Nessun commento: