sabato 23 marzo 2013

la chiacchiera di papa'

l'appuntamento per andare al mare era alle nove e un quarto sotto casa nostra. Alla nove meno un quarto papa' ha citofonato, sono qui. Ha lasciato la sua macchina in garage e da quando e' salito sulla nostra a quando l'abbiamo lasciato sulla piazza del paese non ha mai smesso di parlare. Durata del viaggio e del discorso: un'ora e tre quarti. Prima ci ha ragguagliato sui suoi impegni della settimana trascorsa e poi e' scivolato nel suo discorso preferito, l'Enel dei suoi tempi. Lo spunto di partenza e' stato, come spesso accade negli ultimi tempi, la morte di un collega. Tizio, morto tra giorni fa, dice, e' stato mio vicedirettore. L'odiavo, era raccomandatissimo. Una volta... La sua memoria e' vivissima: del tipo in questione, di sua moglie, dei suoi protettori ricorda ogni particolare e da li' si sposta con grande velocità ad aneddoti analoghi. La gita al mare si trasforma in un vorticoso ritorno al passato: ci trasporta volenti o nolenti nei corridoi del palazzo di piazza verdi, nei meandri delle stanze del potere. Scende dalla macchina soddisfatto, finalmente ho potuto parlare un po' con te, durante la settimana sei sempre di fretta... Il sole, la passeggiata sulla spiaggia, il pranzo abbondante lo placano un po': al ritorno anche noi due riusciamo a dire qualcosa.

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