martedì 26 marzo 2013

l'irruzione del gatto

un libro che nell’avvertenza iniziale viene definito da chi l’ha scritto “un esempio di postmodern novel in  lingua italiana” non promette bene ai miei occhi. Peggiora la situazione la nota finale: “La Caduta rappresenta il primo di quattro episodi su cui è articolata un’opera più vasta: Genesi, concepita come un vero e proprio work in progress.”  Eppure, una volta preso in mano La Caduta di Giovanni Cocco sono stata catturata dalle storie che contiene. Dal padre che la notte di Capodanno a Madrid in un albergo riceve la visita di un figlio che non sapeva di avere alla ragazza francese violentata da un nero che si interroga sul bambino che aspetta, dal ragazzino che approfitta dell’uragano Kathrina per sbarazzarsi del padre molestatore al nonno che va a conoscere il nipote appena nato nella Londra degli attentati alla metropolitana: ognuno dei frammenti in cui si articola la narrazione arriva dritto al lettore e lo lascia desideroso di saperne di più. L’intervista via skype con Cocco era cominciata in modo molto formale. Era partito dal suo desiderio di discostarsi dalla narrativa italiana corrente fatta di piccole storie di provincia per provare a raccontare la caduta dell’Occidente sul modello dei cicli pittorici di Quattro e Cinqucento, quando il suo gatto gli è saltato in grembo. Di scatto Cocco si è alzato e ha frullato il gatto fuori dalla finestra (credo abiti a piano terra). Quest’irruzione di normalità mi piacerebbe trovarla nei prossimi scritti di Giovanni Cocco: più felini imprevedibili e meno Annales e atti degli apostoli; vedrai che il pubblico apprezzerà.  

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