mercoledì 20 marzo 2013

l'occasione che aspettavo


il viaggio in Israele e' sempre stato in cima ai miei sogni. Quando stamattina Annamaria al telefono mi ha detto, parto lunedì con una mia amica, torniamo sabato, perché non vieni con noi, per un attimo ho pensato, ci vado. A trattenermi non e' la zavorra familiare (il marito capirebbe, ai figli farebbe solo bene vedermi indipendente da loro), ne' sono impegni di lavoro (la settimana prossima non c'e' trasmissione); a trattenermi e' la mia zavorra interiore. Non sono una che parte d’impulso e mentre vedo bene Annamaria, che e’ single, determinata e gaudente, di notte in un locale di Tel Aviv, io mi ci vedrei terribilmente a disagio. Insomma vorrei essere diversa da quella che sono, ma solo a parole; di spostarmi dalle mie attitudini non mi sforzo proprio e la mia indipendenza dagli altri e' puramente mentale.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Vacci!

Anonimo ha detto...

È l'occasione della leggerezza, la prenda al volo

azzurropillin ha detto...

che galante questo anonimo che ti dà del lei. io andrei in israele solo per farlo contento :)

Anonimo ha detto...

vai, ti prego!

Anonimo ha detto...

Gentile Jo, come suggerisce azzurropilin mi renda contento e si faccia felice. Pensi a sé, e non se ne pentirà