giovedì 7 marzo 2013

"Oh..."

trenta giorni nella vita di Michele, un dicembre da incubo: è quello che racconta lo scrittore francese Philippe Djian in “Oh…”, il suo romanzo più recente, tradotto in italiano da Daniele Petruccioli per Voland. All’inizio c’è una violenza sessuale, subita dalla protagonista da parte di un uomo che si è introdotto di soppiatto in casa sua. Michele è una donna fredda, lucida, per nulla portata all’autocompatimento. Decide di non parlare di quanto è avvenuto, cerca di capire da sé chi possa essere stato (e con perfidia l’autore la fa sospettare subito di un qualche sceneggiatore frustrato da un suo rifiuto: Michele fa la produttrice cinematografica e non ha gran stima di chi scrive film, categoria in cui rientra il suo ex marito). Intorno a Michele si muovono un figlio inerme, deciso a prendersi cura del bambino che la sua compagna ha avuto da un altro; un rancoroso ex amante (che tra l’altro è il marito della sua unica amica e socia di lavoro); una madre che s’accompagna con giovanotti; un vicino confuso e di bell’aspetto. Su tutto aleggia l’infanzia spaventosa della protagonista, il cui padre è un serial killer di bambini, destinato a finire i suoi giorni in prigione. Philippe Djian si diverte ad accumulare disgrazie su disgrazie, accerchiando la sua Michele e offrendole come unica distrazione il sesso estremo e molto soddisfacente con il suo ex violentatore. Un noir intenso, pieno di sorprese, che fa stare scomodo il lettore. Chissà come sarà  parlarne domani a palazzo Farnese con l’autore, in Italia per il festival della narrativa francese.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Quando gli scrittori fanno oh

Anonimo ha detto...

E così la signorina Jo incontra il signor Oh

Anonimo ha detto...

Roberto Vecchioni lo cita in una canzone oh oh cavallo oh oh cavallo