domenica 28 aprile 2013

Cate, io

Matteo Cellini fa il professore e le ragazze e i ragazzi e le dinamiche che sviluppano tra loro dimostra di conoscerle bene. Cate, io promette bene: conquista il lettore con la sua lingua ariosa, ricca di metafore, felicemente danzante come la figura sulla copertina del libro. Caterina a casa sua, con padre madre e fratelli obesi come lei, e' se stessa; fuori di casa e' solo una cicciona terrorizzata dagli sguardi e dai commenti degli altri. Ci si aspetta molto da questo libro, da questa protagonista che fa dell'intelligenza e dell'amore per i libri la sua barriera contro l'infelicita. Man mano che ci s'inoltra nella narrazione prevale pero' un senso di déjà vu: Cate, in crisi per l'approssimarsi della sua festa di diciotto anni, tenta il suicidio con un'abbuffata micidiale, scopre che l'insegnante che idealizzava non era quella che sembrava e che l'amica che la infastidiva con le sue premure era in buona fede, che sua madre e' passata per i suoi stessi tormenti e che il taciturno papa' l'ama e l'ha sempre amata... Ultimamente ho qualche problema con i giovani narratori italiani, uomini e donne.
 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Chi lo pubblica?

volevoesserejomarch ha detto...

lo pubblica Fazi ed e' tra i dodici finalisti al premio strega presentato da Paola Mastrocola e Filippo La Porta.