sabato 20 aprile 2013

Il corpo docile


Milena e' nata a Rebibbia. Sua madre era in carcere per aver tentato di uccidere il marito di cui era gelosa. Ora Milena e' una ventenne che si mantiene scrivendo tesi di laurea. Frequenta ancora Rebibbia, fa parte di una cooperativa di volontari che si occupano dei bambini in carcere, li portano a pranzo fuori e in gita. Milena sta da sempre con Eugenio, anche lui figlio di una carcerata. Il loro e' un rapporto di compenetrazione, sono tutt’uno sia fisicamente sia di testa; quello che manca e' il brivido, l’emozione. Milena conosce Lou Rizzi, un giornalista svagato che più  che ascoltarla vorrebbe andare a letto con lei. Poi succede che Marlonbrando, il bambino a cui lei e’ più legata, scappi dal carcere con la madre e che i due le chiedano aiuto. Rosella Postorino racconta benissimo una prigionia che e' soprattutto mentale, la costrizione fisica di chi ha subito prematuramente la privazione di libertà. Si sente che la scrittrice e' venuta in contatto con quello che scrive e ha cercato la lingua adatta a riprodurne sensazioni e emozioni. Delude un po’ nel libro lo sviluppo della trama: c’e’ una certa suspense, sembra che chissa’ cosa debba accadere e accade ben poco. Ma forse e’ un effetto voluto. Il corpo docile e’ appena uscito da Einaudi ed e’ il terzo romanzo di Rosella Postorino.

1 commento:

mia_euridice ha detto...

Uhm...
Non sembra sufficientemente interessante.