sabato 25 maggio 2013

La grande bellezza


la Roma notturna, drogata, sbronza, corrotta, putrescente che Sorrentino allestisce intorno a Jep, il suo protagonista sessantacinquenne e' solo più elegantemente filmata e descritta della Roma che Roberto D’Agostino racconta giorno dopo giorno sul suo blog Dagospia e nei suoi Cafonal. Il cardinale che ammannisce ricette di cucina invece che consigli spirituali; la ricca che riempie facebook di sue foto nuda; la direttrice di giornale nana; la bambina costretta a spacciarsi per artista; l’attrice che corre contro un muro e non sa spiegare le ragioni delle sue performance; l’ex compagna che sta sempre in televisione e si vanta di essere una madre modello; il burino che sogna di entrare nel mondo del teatro e di farsi un’attrice; la spogliarellista triste che non invecchiera'; l’angosciata madre del giovane fuori di testa; il vedovo che si consola con la polacca; la santa incartapecorita esibita in giro; le tante suore che si aggirano tra i monumenti, non sono che una serie di figurine sbiadite e il Jep di Beppe Servillo non e' da meno: di lui sappiamo che ha avuto un solo amore (per la fidanzata dei diciotto anni), che ha scritto un solo libro e che la Roma che disprezza dal profondo lo aiuta ad anestetizzare il senso di se'. Di fronte a questo film si prova un gran senso di vacuita' che la bellezza delle immagini non riesce a colmare.

1 commento:

peppe ha detto...

è la solitudine e la morte che aleggiano: http://furiacervelli.blogspot.it/2013/06/la-grande-bellezza-e-sola.html

Jep è Toni: Beppe è il fratello che canta, il crooner, che in realtà è Peppe, che di Peppi me ne intendo, almeno di quello ;-)