martedì 28 maggio 2013

la mia irascibile malatina

da sabato alla figlia è scoppiato un mega raffreddore con tosse e mal di gola. Quando non sta bene, il suo umore peggiora notevolmente: la debolezza fisica in lei, invece di tradursi in remissività, accentua la sua vena polemica e aggressiva. Ieri mattina non voleva andare a scuola, o almeno voleva entrare alla seconda ora e io non gliel’ho consentito. Alle sei di pomeriggio dormiva. L’ho lasciata stare fino alle sette e mezza, poi le ho detto che era ora di cena. Si è alzata stortissima e, di fronte alla pasta al forno e al roastbeef avanzati dal pranzo del giorno prima a casa della nonna, ha dato in escandescenze. Io sto male e tu mi fai mangiare resti a pranzo e a cena. E’ tornata a chiudersi in camera sua. Alle nove è uscita di lì, spinta dai morsi della fame e si è bevuta un bicchiere di latte con il ciambellone (sempre della nonna). Questa storiella si presta a due interpretazione: o io sono una mamma sciatta e senza cuore che, tornata dal lavoro, pur di leggersi un libro (il meraviglioso La famiglia Karnowski di Singer) trascura l’alimentazione dei suoi pargoli (persino di quella inferma), o lei è una bambina viziata a cui deve entrare in testa che mangiare due volte al giorno (ma anche due giorni di seguito) una buona pasta al forno e un buon roastbeef (c’era anche il puré, sempre della nonna) non è la cosa peggiore che possa accadere nella vita. Scegliete voi l’interpretazione preferita.

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