venerdì 17 maggio 2013

la storia sono io

mio padre è stato direttore di Studi e Ricerche all’Enel. Dopo essersi laureato in ingegneria a Napoli, è stato assunto dalla Sme, società meridionale di elettricità; per quattro anni ha studiato gli impianti negli Stati Uniti, poi ha fatto tutta la sua carriera in Enel. L’Enel era la sua vita, lavorava ogni giorno dalle otto di mattina alle otto di sera, era spesso all’estero, sapeva tutto del nucleare in ogni parte del mondo, non parlava d’altro. Un po’ meno di venti anni fa, è dovuto andare in pensione. L’ha fatto con rammarico, era ancora nel pieno delle sue facoltà fisiche e mentali (lo è tutt’ora), ma ha dovuto farlo perché quelle erano le regole. Ha continuato a coltivare i suoi interessi, ha mantenuto varie presidenze a titolo gratuito, si è iscritto a corsi di tango e di tedesco. Contro il pensionamento Giovanni Minoli, l’ex direttore di Rai Educational si sta battendo come un leone. Prima si è fatto dare la direzione dei programmi per i centocinquant’anni dell’Unità di Italia (e mai anniversario è stato celebrato così a lungo), poi ha piazzato tutti i suoi in posizioni dirigenziali (gente brava, competente, ma c’è chi, come me, ha lavorato per anni per la sua direzione e non ha mai avuto un colloquio con lui). Ora dovrebbe solo elegantemente sgombrare una stanza, salutare la sua segretaria e cominciare la sua vita di pensionato. Invece sta sollevando un polverone sui giornali e la gente abbocca e protesta per la chiusura della Storia siamo noi. La storia sono io, la rai è mia.

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