martedì 21 maggio 2013

Nello specchio di Cagliostro

tra Cagliostro e il suo inquisitore Zelada, il personaggio più controverso, misterioso, attraente è sicuramente il primo, ma Vittorio Giacopini nel suo corposo romanzo Nello specchio di Cagliostro, Un sogno a Roma, seguendo le vite parallele dei due dalla nascita alla morte, finisce per interrogarsi soprattutto sull’uomo di chiesa specializzato in intrighi. Tanto la vita di Cagliostro è movimentata (dalla Sicilia all’Egitto, dall’Inghilterra alla Francia, dalla Germania alla Spagna), tante sono le identità di cui si ammanta (alchimista, pittore, guaritore, negromante, massone, profeta), tanto statica e unidirezionale è l’esistenza di Zelada, tutta rinchiusa nel suo palazzo museo, tra le mura della città eterna e dominata da un unico demone, l’ambizione. Ma la vera protagonista del libro è Roma, “città inguaribile, dannata”, “borgo infrattato, periferia”, sono i suoi vicoli, le sue chiese, le sue piazze, i suoi cantieri aperti, la sua topografia variabile che Giacopini ripercorre pagina dopo pagina, disegnandola come una fitta rete levata contro ogni ventata di novità. L’ossessione di Zelada per l’uomo che meno gli somiglia, il suo seguirne a lungo da lontano le tracce, la gioia di essere riuscito a incastrarlo, la soddisfazione per la sua condanna si rivelano per quello che sono: un mero abbaglio. Zelada o non Zelada, la Roma dei papi viene travolta dall’onda lunga della rivoluzione francese e al potentissimo segretario di stato non resta che ritirarsi in incognito, perseguitato fino all’ultimo dal fantasma del buffone che ha voluto schiacciare ed è diventato il suo alter ego. Con un originale impasto linguistico in bilico tra il registro aulico e quello triviale, con lunghe ricerche storiografiche compensate da ampi squarci narrativi di pura invenzione, Giacopini, ancora una volta affida a personaggi realmente vissuti la sua riflessione sulla vanità delle passioni umane. Dopo aver letto questo libro appena uscito per il Saggiatore, la Roma del centro storico si guarda con occhi diversi.     

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