martedì 28 maggio 2013

un atto d'insperata cortesia

cerco qualcuno da intervistare sul bellissimo romanzo che sto leggendo. L'autore e' morto nel 1944, l'esperta che chiamo sempre quando si tratta di letteratura ebraica declina l'invito perché ha molto da fare. Faccio una ricerca su internet e trovo l'indirizzo mail del responsabile di un grande settimanale che secondo me dovrebbe essere competente in materia. Non lo conosco se non di nome. Prima sorpresa: mi risponde subito. Seconda sorpresa: mi dice che gli dispiace ma non ha letto il libro. Dovrei lasciar perdere, eppure la spontaneita' della sua risposta mi spinge a continuare la corrispondenza. Di getto, gli scrivo, peccato, e' un bellissimo libro. Terza sorpresa: allora lo leggo. La faremo questa intervista? Intanto la cortesia di questo signore mi ha rallegrato la giornata.

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