mercoledì 26 giugno 2013

incentivi alla lettura?

oggi alla libreria Fandango di via dei prefetti il Forum del libro aveva organizzato un incontro con il ministro dei beni culturali Bray. C'era un sacco di gente e ognuno desiderava prendere la parola davanti al ministro per illustrare il proprio progetto per incentivare la lettura: chi dedicato ai bambini piccoli o ancora non nati, chi alle scuole, chi agli adulti, chi strutturato in forma di festa, chi di festival, chi di iniziativa notturna, chi diurna. C'era Lidia Ravera, c'era Silvia Calandrelli, c'era Christian Raimo con Elena Stancanelli, c'era Chiara Valerio, e in ritardo sono arrivati anche Andrea Vianello e Marino Sinibaldi. Io ero li' per intervistare i promotori dell'iniziativa e la domanda che covavo dentro prima di andarci ce l'ho ancora: a che serve tutto cio'? Si diventa lettori per via traverse che quasi sempre non hanno a che fare con una grande disponibilità di libri intorno a se'. Si vuole trasformare in collettiva un'attività prepotentemente individuale: chi legge lo fa per se' e solo in un secondo momento può aver voglia di scambiare un'opinione con qualcun altro su quello che ha letto o di leggere una critica sul libro o di sentir parlare un autore. Il ministro, venendo dalla Treccani, si e' dichiarato un convinto fautore della politica a favore del libro. Domani verra' sommerso di carte: tutti hanno una soluzione al problema della non lettura. La domanda vera e': che vita e' senza leggere?

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