lunedì 24 giugno 2013

la salita alla rocca

il terzo giorno abbiamo esagerato con il sole. Forse ci sentivamo più spavaldi perché eravamo meno bianchi, forse volevamo portare con noi quella sensazione di benessere che provavamo stesi tra il mare e la spiaggia: sta di fatto che ci siamo arrostiti per bene. Alle sei abbiamo preso l'aliscafo per Ibiza. Una volta arrivati, abbiamo lasciato le borse in albergo e siamo usciti a esplorare la città vecchia. Il marito cercava sul suo iPhone un ristorante, io volevo salire fino alla cattedrale per vedere il panorama dall'alto. Io amo camminare, lui no. A Formentera aveva camminato parecchio per cercare spiagge isolate; ora aveva esaurito il suo desiderio di muoversi a piedi. È venuto con me fin su, ma senza nascondere il suo scontento; mi ha fatto dare un'occhiata al paesaggio e poi subito tornare giù, come se al porto ci aspettasse una cena sontuosa. Al porto abbiamo trovato solo locali pulciosi, venditori di biglietti per le discoteche, negozi di magliette, bar con la musica altissima. C'è venuta una grande stanchezza e ci sentivamo cotti dal sole. Alla fine, per mangiare in un posto decente, siamo risaliti a metà strada verso la cima e abbiamo pregato il proprietario del ristorante che avevo adocchiato quasi un'ora prima di trovare un tavolino per noi. Di fronte a dei meravigliosi calamari grigliati la tensione si è sciolta. Domani volo alle sei e quaranta e di corsa al lavoro.

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