domenica 2 giugno 2013

L'estate in cui tutto cambio'


l’estate come momento di trasformazione, di passaggio dall’infanzia all’adolescenza; l’eco di un’esistenza lontana di cui i luoghi hanno mantenuto il ricordo; una bambina che parla con gli alberi, con gli animali: a metterli in fila gli elementi di cui si compone l’ultimo libro pubblicato in italiano da Penelope Lively (da Guanda nella traduzione di Elisa Banfi, ma l’originale e’ del 1976) non sembrano particolarmente originali e attraenti. E invece Maria, l’undicenne protagonista di L’estate in cui tutto cambio’ e' un bellissimo personaggio, pieno di sfumature. E' figlia unica, i suoi genitori sono i classici inglesi: lui sempre immerso nei suoi giornali, lei in un’interminabile trapunta (a un certo punto Maria calcola che la coperta ha più anni di lei e forse sta richiedendo maggiore impegno che la sua educazione). La casa scelta per le vacanze nel Dorset e' antica, piena di stanze, di libri, di fossili catalogati nei cassetti; la proprietaria, una vecchia che vive sola in una pensione poco distante, si e' portata via solo gli orologi collezionati dal nonno e parla volentieri del passato e della sua famiglia. L’immaginazione di Maria, già solitamente vivace, in questo contesto si scatena, e trova un valido alleato in Martin, il ragazzo che soggiorna in un hotel vicino con la madre, la zia, i fratelli e i cugini. Al centro del libro c’e' una straordinaria riflessione sul tempo: sulla percezione che se ne ha nelle diverse eta' della vita, su come si cambia e perché. Crescendo, capisce alla fine Maria, diventiamo persone diverse, eppure siamo ancora quelle che siamo state in quella casa al mare, a undici anni, piene di dubbi e curiosità. Nella galleria dei memorabili ritratti femminili di Penelope Lively mancava al lettore italiano un pezzo fondamentale.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

I'm crazy for penelope lively

meg_march ha detto...

Cara Jo, ho comprato questo libro sulla fiducia del tuo giudizio positivo e per una volta devo dire che non sono d'accordo con te. Io l'ho trovato noioso e antiquato (anche se sì, Maria è tratteggiata con finezza). Mi ha lasciato l'impressione del libro per ragazzi di una vecchia signora. Ma mi hai fatto conoscere Iréne Némirovskji ed Elizabeth Strout e quindi la bilancia pende ancora ampiamente dalla tua parte :-)

volevoesserejomarch ha detto...

cara meg, L'estate in cui tutto cambio' e' sicuramente il libro per ragazzi di una vecchia signora, ma che signora! Io amo Penelope Lively! Molti non sono d'accordo con me: il circolo di lettura zurighese di mia sorella ha respinto la sua proposta di leggerla, etichettandola come "letteratura per signore"...