lunedì 3 giugno 2013

Pupetta

si presenta una fiction su un personaggio realmente vissuto e il personaggio appare in conferenza stampa: e' Assunta Maresca, detta Pupetta, condannata nel 1959 a quattordici anni di carcere per aver ucciso l'assassino di suo marito. Il sottotitolo della serie e' "Il coraggio e la passione": una giornalista indignata mi fa notare che sono doti degne di una Rita Levi Montalcini, mentre accostarle a un'omicida, affiliata alla Nuova Famiglia, e' un bell'azzardo. A interpretare Pupetta su Canale 5 e' Manuela Arcuri, sulla cui statuaria bellezza non si discute, ma in conferenza la scena gliela ruba tutta l'Assunta vera: piange rievocando le disgrazie passate, il figlio nato in carcere e sottrattole dopo tre anni; annuncia che scriverà un libro per ristabilire la verita' su se stessa; maledice i genitori per averla privata della sua adolescenza (manco il rossetto potevo mettermi, e sentire un'anziana signora, che ne ha passate di tutti i colori, rammaricarsi per non essersi potuta truccare a sedici anni, fa un po' impressione). La stampa incalza: era proprio il caso di trasformare in eroina, in femminista ante litteram la pupa dei camorristi? Il direttore glissa, Pupetta e' solo uno spunto, abbiamo romanzato molto, nel film la protagonista non si chiama neppure Assunta Maresca, bensì Assunta Marico. Che pasticcio. Un'altra volta sceglieteli meglio i vostri soggetti, o almeno parlate di morti, che non vi fanno fare brutte figure.

Esisteva gia' una fiction su questo argomento. Rai (1982, ma andata in onda solo nel 1994): Pupetta era una giovanissima Alessandra Mussolini. Sarebbe bello poter fare il confronto.

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