martedì 23 luglio 2013

C'ero una volta

una nuova collana di Fazi, Le meraviglie, una scrittrice che usa lo pseudonimo di Lulù Librandi, un romanzo a metà tra Sophie Kinsella e Helen Fielding ambientato nel giro degli studi legali e della vita notturna di Roma: questo è C’ero una volta, tentativo parzialmente riuscito di trovare una via italiana alla chick lit. Ci sono nel libro i must del genere: la protagonista intelligente e originale ma imbranata, la metamorfosi seguente al cambio di look, il tipo detestato che si rivela il vero principe azzurro, una vita sessuale ricca di disavventure, e c’è (vero punto debole della narrazione) la cornice che ci presenta Lulù affetta da un’amnesia in rapida regressione. Apprezzabili invece sono la rappresentazione delle fatiche di una provinciale (calabrese) alle prese con la metropoli e con il malcontento dei suoi per una carriera che non capiscono e il ritratto dell’ambiente competitivo degli avvocati internazionali, intrappolati dal loro stesso gergo mezzo inglese e dall’ansia da prestazione. L’autrice, avvocato, ha seguito un corso di scrittura alla scuola Omero: lo stile c’è, la verve pure, il colore locale non manca. Un po’ di sostanza ai personaggi e ci siamo.

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