venerdì 19 luglio 2013

come cambiano i problemi

stamattina la mia preoccupazione prevalente era il cattivo umore del figlio. Ieri, tornato dal mare, dove diceva di divertirsi e di stare in compagnia, era cupo e silenzioso. Mentre lavoravo mi chiedevo: e se a Dublino, prima di partire con il cugino, passa due giorni senza rivolgerci la parola? Poi tra una lettura e l'altra ho pensato: avra' messo in valigia tutto l'occorrente per due settimane di vela in Irlanda? Per capire che tipo di abbigliamento doveva portarsi, sono andata a pescare una vecchia mail della scuola e aprendo gli allegati sono rimasta agghiacciata. Tra i documenti obbligatori c'erano il certificato del medico e quello di un maestro di nuoto. Tra le cose da portare c'erano guanti da vela, scarpe impermeabili, coltello a serramanico, sacco a pelo, kit di pronto soccorso... Il pranzo in Dear mi e' andato storto e alle due sono volata fuori per trovare una soluzione a tutti questi problemi. Avevo lasciato il finestrino della macchina aperto; il temporale aveva trasformato il mio sedile in una piscina. Inzuppata dal collo ai piedi sono corsa a prendere il figlio. Alle tre ci siamo fatti firmare il foglio dal nostro dottore (chi mi vedeva davanti non sapeva che dietro ero tutta bagnata), alle tre e dieci eravamo al centro sportivo, dove hanno certificato le capacita' natatorie del figlio. A quel punto, tirando un sospiro di sollievo, siamo passati anche in farmacia. E il figlio, che nelle emergenze da' il meglio di se', e' tornato a sorridere e a parlare. Ora si parte.

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