lunedì 8 luglio 2013

Il caso

un Conrad doppiamente anomalo quello riproposto da Adelphi e tradotto da Richard Ambrosini con il titolo Il caso: parla soprattutto di donne e finisce bene. La prima parte è un po' farraginosa: per oltre duecento pagine giriamo intorno alla triste storia di Flora, che a sedici anni si ritrova sola e senza un soldo, dopo che il padre, uno speculatore finanziario, è stato arrestato, e la perfida istitutrice l'ha abbandonata, riempiendola di insulti. Ma la seconda parte del libro si legge con il fiato sospeso: siamo in alto mare, sulla barca del capitano Anthony, che ha sposato Flora folgorato dall'amore e dalla compassione per lei. Flora si è imbarcata con il padre, appena uscito di prigione e l'uomo, invece di essere grato al genero, che lo porta con sé sotto mentite spoglie, evitandogli il disonore, lo odia e cerca di mettergli contro la figlia. I marinai, che adorano il loro capitano, non si capacitano del suo improvviso matrimonio con la strana giovane accompagnata dal padre e del dolore che sembra consumarlo; solo un ufficiale, che è al suo primo ingaggio, socializza con i due passeggeri. Idealismo, senso dell'onore, romanticismo estremo contrapposti alla meschinità dilagante: nel finale questo romanzo arriva ad eguagliare gli altri capolavori conradiani per la fortissima tensione che lo anima. Benvenuta la pioggia che mi ha consentito di non staccarmi dal Caso.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

È Il Caso di leggero, grazie del suggerimento

Anonimo ha detto...

Ma oggi goditi il sole