venerdì 26 luglio 2013

in treno con Simenon

potevo anche non prenderlo il treno, al mare potevo andare in macchina con il marito, raggiungendolo in ufficio, o facendomi venire a prendere. Invece ho scelto così e ho scelto bene. All'inizio sul treno regionale non c'era posto a sedere e il romanzo di Simenon, Faubourg (traduzione di Massimo Romano, Adelphi) che mi ero scaricata ieri sul kindle, ho cominciato a leggerlo in piedi. Alla seconda fermata mi sono seduta e, un'ora dopo, prima di scendere a Fondi, avevo finito di leggerlo. Un uomo e una donna arrivano di notte (in treno) in una piccola città francese. Sono furtivi, si separano, si danno appuntamento al giorno seguente. Scopriremo che l'uomo in quel posto ci è nato ed è andato via a diciott'anni. Ne sono trascorsi una ventina, ha girato il mondo senza combinare niente di buono e senza dare notizie di sé. La donna è una prostituta che lui ha portato via da un bordello; lei è perplessa, non pensa che tornare al paese in cui tutti lo conoscevano sia una buona idea. Non lo è. La forza di questo romanzo sta nello sguardo che l'uomo rivolge ai suoi luoghi d'infanzia: uno sguardo rabbioso e nostalgico insieme. Simenon è un maestro nel raccontare la bassezza dell'animo umano, rendendola tangibile, familiare, e nel costruire paesaggi urbani intonati al carattere dei suoi personaggi. Arrivata a casa mi sono messa il costume, sono andata in spiaggia e ho nuotato fino alla boa nel mare rosso scuro di fine tramonto. Dovevo togliermi di dosso la fatica del viaggio e la cappa di tristezza in cui mi aveva immerso questo bel libro.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sono un'appassionata del Simenon-padre-di-Maigret. Ho provato a leggere anche gli altri suoi romanzi e anch'io sono stata assalita dalla stessa cappa di tristezza. Probabilmente nei romanzi di Maigret la bassezza dall'animo umano è controbilanciata proprio dalle figure di Maigret, di sua moglie Louise, dei collaboratori, del dottor Pardon: sono personaggi che ci dicono che si può essere altro dalla miseria umana che spinge le persone a macchiarsi di crimini irreparabili.