domenica 28 luglio 2013

incubi in barca

gli slanci lirici per il mare di Ponza si sono interrotti bruscamente alle dieci e mezza di sera quando il figlio mi ha chiamato dalla barca irlandese. Mi viene da vomitare, fa freddo, ci sono le onde e tutti parlano solo francese, sto male!!!! Invece che ancorata di fronte all'arco naturale sotto le stelle e senza un filo di vento, stanotte mi sentivo in mezzo a una tempesta, volevo fare pipì e non potevo, bere e non c'era acqua. Nei momenti di lucidità immaginavo di prendere un volo per Dublino, poi mi dicevo, sei pazza. Facevo il conto dei giorni che gli restavano da stare lì e mi spaventavo. La mattina le paure si affrontano meglio. L'arco, che mi pregustavo tutto per me nel primo bagno mattutino, è stato invaso da giovani romani vocianti.Il bagno l'ho fatto lo stesso ma, quando alle nove hanno attaccato anche la musica a tutto volume, ci siamo mossi verso un'altra caletta. Stasera cena a Roma con la figlia tornata sana e vispa dalla Grecia. Un pezzo di famiglia ritorna al suo posto.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Certo che se non hai qualcosa per soffrire te lo vai a cercare: e lascialo crescere in pace. Generazioni di nobili europei sono diventati grandi parlando solo francese.