domenica 21 luglio 2013

La veglia

ad Anne Enright sono arrivata facendo una ricerca sugli autori irlandesi. Alcuni di loro li conoscevo bene; volevo però che ad avvicinarmi a Dublino fosse qualcuno che non avevo mai incontrato prima. La veglia, tradotto in italiano da Sergio Claudio Perroni nel 2008 per Bompiani, è un romanzo molto irlandese per l'atmosfera che evoca e i temi che tratta. L'io narrante, Veronica, proviene da una famiglia dublinese molto numerosa. Il suicidio del fratello Liam, quello a lei più vicino, non la sorprende, ma la turba profondamente. Nel corso del libro seguiamo la protagonista mentre, incapace di sostenere la solita routine, sprofonda nella riflessione sul suo passato. La figura dominante dell'infanzia di Veronica e Liam, non è la madre (da sempre svampita e poco attenta ai suoi figli), ma la nonna Ada, a cui spesso loro sono affidati. La figura dell'eterno corteggiatore di Ada, il signor Nugent, nei ricordi di Veronica passa da un alone romantico a contorni inquietanti. La veglia si legge come un giallo, i colpevoli però sono molti; nel rendere la complessità delle umane motivazioni Enright è bravissima.

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